venerdì 22 febbraio 2013

VOLONTA' E IDEE PER LA RIVOLUZIONE

Volontà e idee per la Rivoluzione

Volontà e idee per la Rivoluzione

Con queste parole Antonio Ingroia ha  scaldato il popolo di Rivoluzione Civile al Gran Teatro:
Io non ho paura perché voi non avete paura. Noi, rivoluzionari, non abbiamo paura perché siamo tanti e andremo avanti sino in fondo contri i mafiosi, i complici dei mafiosi, i corrotti, i grandi evasori fiscali, i partiti della casta, le banche della cricca, i padroni come Marchionne, le industrie degli armamenti. Perché noi siamo per la verità, per la giustizia, per l’eguaglianza, per i diritti dei senza diritto, per restituire il potere ai senza potere. Contro l’Italia dei disastri ma per vincere questa battaglia dobbiamo fare una rivoluzione. La rivoluzione dei cittadini onesti.
E le vere rivoluzioni si fanno non ergendosi a salvatori della patria. Io non sono un salvatore della patria, anzi, per citare una frase di un grande uomo importante: “ Io non sono un liberatore. I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se” e questo grande uomo è Che Guevara.
Per fare una rivoluzione noi abbiamo forza, volontà e idee. Ma per fare una rivoluzione occorre innanzitutto cuore , passione ed emozione. Le tenebre di questa Italia sono il buio della democrazia e dell’ingiustizia, il buio della miseria e della disoccupazione. Nei primi mesi del 2012 sono fallite circa 300.000 aziende. Più di mille al giorno. La disoccupazione giovanile è al 37% e quella femminile è la più alta d’Europa. I prezzi sono aumentati ed è crollato il potere di acquisto di salari e pensioni. Sono 350.000 gli esodati senza lavoro e senza pensione e 260.000 i precari nella sanità e nella scuola.
L’Italia ha un cuore di tenebra e allora per uscire dal tunnel della crisi abbiamo bisogno di una vera rivoluzione e oggi rivoluzione in Italia significa risolvere innanzitutto la questione morale del nostro Paese. Trenta anni fa un grande uomo politico della nostra storia Repubblicana lo disse ma rimase inascoltato: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”. Era Enrico Berlinguer.
Chi dice di sentirsi l’erede di questi ideali ha tradito quel patrimonio politico culturale ed etico. Ecco perché ci vuole la Rivoluzione Civile. Siamo noi che portiamo avanti quella battaglia, e per portare avanti quella battaglia bisogna abbattere questa classe dirigente irredimibile che sta divorando il paese rubando denaro pubblico e condannando alla povertà fasce sempre più ampie della popolazione. “ Io non sono un liberatore. I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se”.
E’ ormai incontenibile la deriva immorale che ha investito l’intera classe dirigente caratterizzata da un neo capitalismo di rapina e dall’affarismo politico degli intrallazzi. MPS, Finmeccanica, Eni Saipem. Sono soltanto gli ultimi anelli di una lunga catena, la bancarotta etica del sistema per essere rovesciata ha bisogno di una rivoluzione. Una classe dirigente ormai agonizzante, asserragliata dentro il fortino del potere dove detengono tutte le armi; le armi del potere politico, del potere economico-finanziario e del potere dell’informazione. Gli Italiani onesti sono stufi, è il momento di dire basta a questa classe dirigente, il momento di espugnare quel fortino assediato ormai da milioni di italiani sempre più indignati, impoveriti ed inferociti. Come fare? Guardiamo in faccia la realtà e smascheriamo le menzogne. Prima menzogna: l’Italia è un Paese povero. In Italia non ci sono ricchezze da investire nello stato sociale e quindi nei servizi per i cittadini e negli investimenti per rilanciare la ripresa economica e creare nuovi posti di lavoro. È falso.
L’economia sommersa è arrivata al 31% del PIL. L’illegalità, tra corruzione ed evasione succhia 180 miliardi di euro l’anno. L’economia mafiosa ammonta a più di 150 miliardi di euro. Totale circa 400 mld di euro l’anno a fronte dei 2000 mld di euro di debito pubblico. Un paese civile non può accettare questo. Non può accettare un’economia dell’ illegalità come componente del sistema. E rispondiamo a chi provocatoriamente ci dice che noi presentandoci alle elezioni rischiamo di favorire Berlusconi. Diciamo che noi siamo gli unici veramente alternativi alle sue politiche. Noi siamo gli unici che abbiamo messo nel nostro programma l’obiettivo non di contrastare ma di eliminare la mafia. Un ministro di Berlusconi (Lunardi) disse: “Con la mafia bisogna convivere”. Noi la vogliamo sconfiggere.
Noi, inoltre, faremo la legge sul conflitto di interessi, a differenza del Pd che l’ha solo annunciata. Questa è la differenza tra noi e loro. Questa è la prova di come il partito democratico non abbia voluto risolvere il conflitto d’interessi e noi lo faremo non appena metteremo piede in parlamento. A differenza del Pd, avvieremo una politica per debellare la mafia e la casta dei corrotti e dei grandi evasori fiscali. Noi abbiamo la proposta di legge Ingroia-LaTorre. Quando parlo di confische ai patrimoni dei grandi evasori fiscali non mi riferisco certo alle piccole evasioni degli scontrini fiscali e cose del genere. Io parlo di chi viene processato per grandi evasioni fiscali: per fare un esempio a caso: Silvio Berlusconi è stato condannato per frode fiscale. Quando sarà in vigore questa normativa l’alto commissariato potrà fare l’accertamento su tutto il patrimonio di Berlusconi!
Ma noi la legalità la vogliamo tutelare non soltanto per colpire i sistemi criminali e le caste, ma anche per premiare l’Italia della legalità che ha pagato fino ad oggi il conto per tutti. A cominciare dai tanti, troppi disoccupati, sempre di più nel nostro paese, ai lavoratori con sempre meno diritti. Ai pensionati, ai giovani. Noi queste risorse le togliamo all’economia dell’illegalità per darle al Paese, all’Italia degli onesti. E come facciamo? Innanzitutto noi le tasse di chi ne ha pagate troppe fino ad oggi le vogliamo abbassare davvero. Prevediamo un meccanismo automatico di riduzione che avviene in modo proporzionale ed automatico per ogni euro di evasione fiscale che viene recuperato dallo stato. Così fa uno stato che si rispetti e che vuole appassionare i cittadini alla lotta alla legalità e non solo: perché noi quello che recuperiamo lo vogliamo mettere in un fondo pubblico gestito da una banca pubblica, un istituto pubblico di credito che agevoli l’economia della legalità. In questo fondo, che chiameremo il fondo della legalità, vogliamo che affluiscano non solo quanto tolto dalle truffe, ma anche dalla BCE e dal Sistema bancario privato.
Questo fondo, gestito da una banca pubblica, mette a disposizione delle imprese virtuose crediti agevolati al 2%. E non basta. Ci sono i fondi europei che spesso non utilizziamo. Entro il 2013 bisogna spendere 31 miliardi per progetti e noi diciamo che si devono spendere per la formazione dei giovani e per la gestione delle nuove tecnologie. E inconcepibile che noi versiamo all’Europa come avviene 15 miliardi di euro l’anno e ne riceviamo solo 8. Per questo proponiamo la costituzione di un nucleo nazionale di valutazione e predisposizione dei progetti per lo Stato e le Regioni.
Questa è l’Italia che vogliamo: più equa (patrimoniale e abolizione IMU prima casa), dalla parte dei lavoratori (abolizione riforma Fornero, reintroduzione articolo 18, legge sulla democrazia sindacale e diritto di voto ai lavoratori su contratti e accordi che lo riguardano), introduzione del salario minimo garantito, cancellazione delle 42 forme di contratto precario e promozione del contratto a tempo indeterminato come rapporto di lavoro standard, un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, introduzione reato di femminicidio, la risoluzione della questione degli esodati garantendo a chi ha sottoscritto accordi entro il dicembre 2011 l’accesso alla pensione con le vecchie regole. Perché uno stato serio non cambia le regole dopo.
Vogliamo il rispetto dei diritti civili (matrimonio omosessuale e adozione), la difesa dell’ambiente per un’Italia pulita e sana e la tutela del territorio e della salute dei cittadini contro la speculazione dei grandi gruppi industriali (Vedi ILVA Taranto).
Ci dicono: ma da dove prendete questi soldi? Li prenderemo dalle tasche dei corrotti, degli evasori fiscali, dei mafiosi e dei loro complici, da quelle dei super ricchi e noi vogliamo tagliarla spesa pubblica.. Direte: voi volete tagliare la spesa pubblica? Ma voi non siete gli spendaccioni che volete spendere? Sì, perché noi vogliamo smascherare la menzogna della casta che dice di aver tagliato la spesa pubblica. Non è vero, hanno tagliato solo la spesa sociale e noi invece vogliamo tagliare dove loro la spesa pubblica l’hanno aumentata per fare un favore alle grosse industrie. Avete capito di cosa parlo? Parlo dei tagli alla spesa militare che noi faremo. (F35- Ritiro truppe- Revoca decisione intervento MALI).
Più scuola pubblica, più università pubblica. La cultura serve a rendere i cittadini consapevoli. Non è facile realizzare tutto questo. Ecco perché ci vuole una rivoluzione. Come diceva Che Guevara, la vera rivoluzione deve iniziare dentro di noi. La prima rivoluzione sarà quella della verità e della responsabilità. Smascherare le menzogne di tutti. Smascherare la menzogna politica di chi in questa campagna elettorale ha detto il falso.
Berlusconi che arriva al punto di raggirare tanti italiani con una lettera che costituisce il reato e per questo lo abbiamo denunciato. Vergogna!
Monti che ha avuto la spudoratezza di promettere di togliere le tasse che lui stesso con convinzione ed obbedienza verso i poteri forti ha messo sulle spalle degli italiani. Vergogna!
Il Centro Sinistra ed in particolare il leader Bersani che dice di voler cambiare l’Italia per stare dalla parte dei lavoratori e andrà in Parlamento con questa dichiarazione di intenti e con un accordo già siglato con Monti. Caro Nichi Vendola: ti sei dimenticato di aver firmato questa dichiarazione? Come fai a dirti di sinistra avendo firmato questa dichiarazione? Tradendo le aspettative e le speranze dei lavoratori che in te hanno creduto e forse ancora credono e lo dico non per arraffare voti, ma per amore di verità, gli elettori sappiano. Smascheriamo le troppe menzogne che si sono dette in campagna elettorale.
E infine non possiamo fingere di non vedere il più grande bluff elettorale che si consuma in questi giorni che si chiama Beppe Grillo un uomo di spettacolo che regala spettacoli gratuiti nelle piazze d’Italia e dove affluiscono migliaia di spettatori contenti di assistere allo sberleffo del comico contro il potere. Ma questa non è politica che può cambiare il Paese. Non basta lo sberleffo, non basta la protesta, noi siamo contro la casta noi siamo contro il potere corrotto, contro i soprusi, contro la violazione dei diritti, siamo per la costituzione di questa repubblica e noi diciamo agli elettori l’Italia che vogliamo.
E tu, Beppe che Italia vuoi? Vuoi un’Italia antifascista o vuoi un’Italia che strizza l’occhio a Casa Pound. Di fascisti ne abbiamo. L’Italia che sta dalla parte della magistratura contro i mafiosi e i corrotti o l’Italia che ha paura della magistratura? Perché hai detto che hai paura della magistratura?
Ecco perché noi siamo diversi da tutti gli altri. Ecco perché noi stiamo facendo la Rivoluzione Civile con la quale cacceremo a pedate questa classe dirigente marcia e corrotta, entreremo nel fortino assediato e cambieremo l’Italia. Perché noi cambieremo la politica e realizzeremo quello che diceva John Kennedy: useremo il tempo della politica come uno strumento e non come una poltrona.
E lo faremo nel segno della giustizia e della verità. Perché andremo in parlamento anche per aiutare la magistratura ad illuminare le stanze buie della verità negata. L’Italia ha bisogno di aria pulita. L’aria pulita della giustizia sociale e della verità perché non c’è democrazia senza giustizia sociale e non c’è democrazia senza verità. Perché noi vogliamo giustizia sociale e noi vogliamo la verità sui misteri più bui della storia del nostro Paese. Anche in questo siamo rivoluzionari perché, come diceva Gramsci, “la verità è sempre rivoluzionaria”. Questa è la rivoluzione civile e io, come diceva Martin Luther King ho un sogno “I have a dream”, il sogno della rivoluzione, e questo è un sogno che si avvera, una speranza che si realizza e una scommessa che si vince. Vinciamo insieme. Viva la rivoluzione dei cittadini onesti.

lunedì 18 febbraio 2013

APPELLO AL VOTO: ...IL VERO VOTO "UTILE"


A tutte/i le/i Compagne/i della Vallecamonica e dell'Alto Sebino! 
Il circolo PRC chiede un ultimo sforzo a favore delle Liste sostenute dal Partito per le prossime elezioni!

Alla Camera ed al Senato della Repubblica sosteniamo 
RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia,
e per la Regione Lombardia la Lista CIVICO A SINISTRA con preghiera di scrivere la preferenza con il nome GADDI per i compagni/e della provincia di Brescia, mentre per la provincia di Bergamo il nome SIRONI!

E' l'unico modo per sperare di avere una vera alternativa nazionale e regionale!
Vi chiediamo di aiutarci pubblicizzando dove potete questa intenzione di voto tra i vostri amici e conoscenti! 

E' l'unico voto davvero UTILE che conosciamo!

Buona fine campagna elettorale a tutte/i e buon voto!!!!

mercoledì 13 febbraio 2013

A PROPOSITO DI RIVOLUZIONE......

Il “mestiere" di rivoluzionario

Non siamo i depositari della verità, né di tutta la sapienza del mondo, e dobbiamo imparare giorno per giorno, e nel momento in cui smetteremo di apprendere, o crederemo di sapere tutto, o avremo perso la capacità di capire il popolo e la sua gioventù, quello è il momento in cui avremo smesso di essere dei rivoluzionari.
Ernesto "Che" Guevara

domenica 10 febbraio 2013

APPUNTAMENTO IMPORTANTE: SABATO 16 FEBBRAIO 2013


I Circoli di Rifondazione Comunista dell’Alto Sebino e della Vallecamonica in vista delle prossime elezioni regionali organizzano:

PRIMA DI TUTTO IL LAVORO

Sabato 16 febbraio, ore 16,00

A Cividate Camuno, presso la Sala del Centro Civico

 ASSEMBLEA PUBBLICA con:

DINO GRECO direttore di “LIBERAZIONE”

MATTEO GADDI candidato a Brescia per la lista “Etico, a Sinistra”

DANIELE GAZZOLI Segretario CGIL di Vallecamonica

Coordina LILIANA FASSA CGIL Vallecamonica

 

A seguire cena di autofinanziamento con Paella su prenotazione
PER INFO E PRENOTAZIONI:
IVAN FACCHI TEL.3687441048, MARCO 3470197596, IVAN SIGALA 3384768232, TIZIANO 3333612477
 

GIOBBE COVATTA - SE FOSSI IN VOI VOTEREI INGROIA


“Io fossi in voi voterei Ingroia” parola di Giobbe Covatta

“Io fossi in voi voterei Ingroia” parola di Giobbe Covatta

Il suo spettacolo l’ha chiamato “Ecorivoluzione civile“, in sostegno al movimento di Antonio Ingroia. Giobbe Covatta, comico, attore e scrittore, racconta perché appoggia Rivoluzione Civile.
Tra le tante trovate e promesse impossibili dette a destra e a manca in campagna elettorale “Ingroia non dice cazzate”, spiega Covatta con l’ironia che lo contraddistingue

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4H94dLuhi7I

venerdì 8 febbraio 2013

PRIMO IL LAVORO

«Primo il lavoro»

Prima una conferenza stampa a Torino; poi la visita alla Fiat. Una giornata piemontese per Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione civile, e i candidati Paolo Ferrero (segretario nazionale del Prc) e Antonio Di Luca (operaio Fiat, uno dei 19 licenziati e reintegrati a Pomigliano). Una giornata piemontese per ribadire che, mentre gli altri (leggi, Pd e Monti) si preoccupano solo delle alleanze, «la nostra priorità è il lavoro, vogliamo affrontare le difficoltà dei lavoratori e dei disoccupati: abbiamo ricette precise per contrastare il modello che fino ad oggi si è affermato, quello del duo Marchionne-Monti, basato sul disprezzo dei diritti dei lavoratori senza alcun rimedio per la disoccupazione». «Noi - ha detto Ingroia nella conferenza stampa - vogliamo realizzare una Rivoluzione Civile per rovesciare questo modello. La nostra è la giusta sintesi tra la buona politica, che è sempre stata dalla parte dei diritti dei lavoratori, e della società civile: per questo abbiamo candidato Paolo Ferrero e Antonio Di Luca», che infatti erano lì al suo fianco.
Lavoro, ma non solo (o magari le due cose sono connesse): «Come capolista in Piemonte per il Senato - ha spiegato Ingroia - abbiamo candidato Nilo Durbiano, il sindaco che si è opposto al Tav, rappresentante di quegli amministratori locali che stanno dalla parte dei cittadini contro i gruppi che tutelano gli interessi finanziari ed economici. Bersani ha già scelto, andrà con Monti e quindi, se così dovesse essere, gli italiani si dovranno ancora una volta rassegnare a non avere un governo di centrosinistra. È chiaro che non si può fare un governo di centrosinistra con la destra. Noi faremo le nostre battaglie in Parlamento e, se si creeranno le condizioni per un governo con obiettivi e proposte di sinistra, in linea con il nostro programma, noi ci saremo e non ci sposteremo di un millimetro».
Dopo la conferenza stampa, è stata la volta dei cancelli della Fiat, «il simbolo di tutte le principali sfide che attendono un governo di centrosinistra nei fatti e non solo nel nome». Obiettivo le meccaniche Mirafiori, dove oggi lavorano mille operai su 5000 e già questo basta a capire cosa stia succedendo nella più grande fabbrica italiana. «Alla Fiat - insiste il leader di Rivoluzione Civile, mentre distribuisce volantini agli operai - negli ultimi anni, i diritti dei lavoratori sono stati violati impunemente. La Costituzione è stata trasformata in carta straccia» e «tutto con la piena complicità dei governi Berlusconi e Monti e spesso, purtroppo, anche del Partito democratico». «La Fiat, principale industria automobilistica italiana, sta abbandonando il nostro Paese senza che nessun governo dica una parola» conclude Ingroia, mentre continua «un’inesorabile perdita di fette di mercato e la mancanza di nuovi modelli e d’innovazione. La Fiat, insomma, è diventata solo una fabbrica di chiacchiere».
Poco distante Paolo Ferrero parla al megafono; spiega che occorre agire subito per una più equa redistribuzione del reddito, anche impedendo ai manager di guadagnare 100 volte più dei loro operai; mentre Di Luca racconta, per averla vissuta sulla propria pelle, la storia di Pomigliano, spiegando che cos'è, in concreto, il modello Marchionne.
Ultima tappa alla Magnetto Wheels. Al grande pubblico il nome non significa granché; eppure è una fabbrica (produce ruote e cerchioni) simbolica della situazione che si sta determinando nell'indotto Fiat (che occupa tra i 60 e i 70mila lavoratori): in trecento stanno per andare in cassa integrazione. Se non riparte Mirafiori, è tutto un sistema che va in crisi.

FERRERO UNA PATRIMONIALE E STOP A GRANDI OPERE!

Ferrero: «Una patrimoniale e stop a grandi opere inutili»

Ferrero: «Una patrimoniale e stop a grandi opere inutili»

dal Corriere Mercantile del 5 febbraio 2013 -
«Fra il centro sinistra e Monti c’è già un accordo per governare assieme dopo le elezioni e l’accordo è così forte che possono anche permettersi di fare adesso il gioco delle parti, attaccandosi a vicenda». è la certezza di Paolo Ferrero, il segretario nazionale di Rifondazione comunista ieri a Genova per la campagna elettorale. Campagna elettorale che vede Rc in corsa con Rivoluzione civile, la coalizione che appoggia la candidatura a premier di Antonio Ingroia e di cui fanno parte anche Pdci, Verdi e Idv, e alcuni movimenti. Argomento inevitabile quello degli appelli agli elettori di sinistra al voto utile: appelli che arrivano e arriveranno dal centrosinistra e dal Pd in particolare. «La questione è semplice – commenta Ferrero – gli italiani che sono contenti del governo Monti, dell’Imu, dei tagli al welfare e ai Comuni votino pure Pd, Pdl e Udc che hanno governato insieme e che continueranno a farlo. Chi, invece, vuole il cambiamento e non vuole che i poveri siano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, come è successo in questi anni, voti noi». Perchè gli obiettivi di Rivoluzione civile vanno in un’altra direzione: «Noi diciamo che la prima misura da mettere in atto è una bella tassa sui patrimoni a chi ha più di 800 mila euro di patrimonio – spiega Ferrero – Questi soldi vanno usati per diminuire le tasse a chi, invece, in questi anni è diventato sempre più povero. Berlusconi, che dice di voler abolire e rimborsare l’Imu prendendo i soldi grazie a un accordo con la Svizzera per il rientro dei capitali, non dice, però – obietta Ferrero – che il suo governo non aveva voluto fare l’accordo con la Svizzera quando altri Stati lo avevano fatto, e che adesso la Svizzera non è più d’accordo».
Nel programma di Rivoluzione civile c’è poi lo «stop a stipendi e pensioni d’oro. Bisogna fissare – spiega – un tetto massimo di 5mila euro per tutti: parlamentari, consiglieri regionali, manager pubblici. E poi bisogna dire basta con le grandi opere inutili e dannose: tav, ponte sullo stretto di Messina. Le opere che servono sono quelle per la manutenzione del territorio. Noi – aggiunge – vogliamo estendere la legge La Torre sulla confisca dei beni ai mafiosi anche ai grandi evasori e a chi si macchia di grossi reati di corruzione e diciamo basta alle privatizzazioni, perchè non si esce dalla crisi privatizzando».
Ferrero è, invece, convinto che la «politica economica del centrodestra non è molto diversa da quella del centrosinistra» e che «Monti e il centrosinistra stanno lavorando per fare il pieno di voti, sapendo che non è possibile che Berlusconi vinca al Senato. Il Pd ha proposto a noi un accordo di desistenza al Senato, e chi dice il contrario sa di mentire. Ma – aggiunge – quando noi abbiamo chiesto al Pd di impegnarsi a non governare con Monti dopo le elezioni, loro per tutta risposta ci hanno offerto dei posti. La verità – denuncia il segretario di Rc – è che non vogliono un’opposizione da sinistra e noi siamo l’unica opposizione da sinistra».
Ferrero non nasconde, tuttavia, che la coalizione di cui Rifondazione comunista fa parte ha suscitato e suscita qualche perplessità, per i percorsi che dividono i partiti alleati nel nome di Ingroia: «In questa coalizione abbiamo messo insieme battaglie diverse, per la difesa del territorio, contro le mafie, per i beni comuni – spiega – Le forze politiche che aderiscono alla coalizione hanno sottoscritto un programma e vale questo programma. Rifondazione comunista ci sta comoda ma io riconosco ad Antonio Di Pietro il merito di aver cambiato idea su alcune questioni, come la tav, tanto che il segretario regionale dell’Idv del Piemonte si è dimesso».
Ma a Rivoluzione civile, Ferrero rivendica soprattutto una peculiarità: «Noi siamo l’unica coalizione che non ha punti di contatto con i poteri forti». E venerdì prossimo arriva a Genova Ingroia. [a.c.]